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I peggiori regali di capodanno, ovvero: undici modi per dire "dovresti cambiare"

I regali di dicembre parlano di calore. I regali di gennaio parlano di miglioramento, e dal miglioramento alla critica il tragitto è brevissimo.

È l’unico mese dell’anno con un intero reparto dedicato a informare qualcuno che, nella sua forma attuale, è insufficiente. Ecco quel reparto, voce per voce.

Il complesso industriale della crescita personale

1. L’abbonamento in palestra. Il fondatore indiscusso del genere. Dodici mesi di qualcuno che pensa al tuo corpo, pagati in anticipo e non rimborsabili.

2. La bilancia pesapersone. In qualche modo, peggio. Un abbonamento è un’aspirazione; una bilancia è uno strumento di misura installato in casa di qualcuno da un’altra persona.

3. La tisana detox. Un regalo che dice: ho delle preoccupazioni sui tuoi organi interni, e ho agito di conseguenza.

4. Il libro “anno nuovo, te nuovo”. Nota la seconda metà del titolo. Nota che qualcuno l’ha scelto per te. Nota che l’intera stanza può leggere la copertina.

5. Il quaderno per tracciare le abitudini. Dodici mesi di quadretti su cui quella persona registrerà d’ora in poi i propri fallimenti, in un quaderno che le hai dato tu e che quindi non può buttare.

Quelli che scadono prima di febbraio

6. L’agenda che muore il 6. Bella, costosa, piena di speranza. Le annotazioni si fermano verso la seconda settimana, e l’oggetto sopravvive un decennio come piccolo monumento di carta a un martedì.

7. Il calendario dell’anno appena finito. A metà prezzo, e si vede.

8. Il kit “gennaio senza alcol”. Regalato, nella maggior parte dei casi, a qualcuno che non si era iscritto al gennaio senza alcol, il che lo rende meno un regalo e più una candidatura d’ufficio.

Quelli semplicemente sconcertanti

9. I fuochi d’artificio, regalati dopo la notte di capodanno. Adesso una famiglia possiede esplosivi e undici mesi per pensarci.

10. Il corso di lingua. Qualcuno ha deciso quale lingua dovresti imparare. Non chiesto. Deciso.

11. L’orologio con il conto alla rovescia. Un apparecchio la cui unica funzione è mostrare quanto tempo è passato da un momento già trascorso. Nessuno ne ha mai voluto uno, eppure.

Cosa regalare a gennaio, allora

L’intuizione sincera sepolta qui sotto: i regali di gennaio falliscono quando parlano dell’anno che viene e dell’inadeguatezza di chi li riceve dentro quell’anno. Funzionano quando parlano di attraversare il mese in cui ci si trova davvero.

Calzini buoni. Una lampada. Caffè vero. Un libro di zuppe. Qualcosa che finisca prima di marzo. È tutta qui la formula, ed è per questo che un sorteggio di capodanno produce di solito regali migliori di uno di dicembre: i negozi sono praticabili, i budget si sono ripresi, e il pacco è l’unico che qualcuno apra in quella settimana.

E se il gruppo vuole davvero regalarsi orrori, che lo faccia apposta: il concorso del regalo peggiore è il formato in cui una bilancia pesapersone diventa finalmente, e a ragione, una candidatura vincente.