Le regole del concorso del regalo peggiore, e quella che lo tiene gentile
Un concorso del regalo peggiore ribalta lo scambio abituale: invece di trovare il regalo migliore per una persona, tutti gareggiano per portare l’oggetto peggiore della stanza. In Germania si chiama Schrottwichteln — il wichteln della ferraglia — ed è, immancabilmente, la versione più divertente di uno scambio di regali.
È anche quella con una modalità di guasto, e non riguarda i regali.
Le sette regole
1. Niente comprato nuovo. Tutto il senso sta nell’armadio, in soffitta, nel cassetto che nessuno apre. Un regalo-scherzo comprato costa soldi e fa meno ridere dell’oggetto sinceramente inspiegabile che qualcuno possiede da undici anni.
2. Dev’essere un oggetto. Non una stampa, non un buono, non la foto di una cosa. Qualcosa con un peso, che si scarti e si possa sollevare.
3. Dev’essere pulito e non pericoloso. Ovvio, e va detto lo stesso. Niente di rotto in modo tagliente, niente che stia in un capanno dal 2009 senza essere stato pulito.
4. Incartato sul serio. Carta buona, un nastro, impegno. Metà della comicità sta nella distanza tra la presentazione e il contenuto, e un sacco della spazzatura la butta via.
5. Nessuno è obbligato a tenerlo. Dillo prima che si apra qualsiasi cosa. Un concorso del regalo peggiore in cui la gente porta a casa roba che non vuole è uno sgombero con passaggi in più. Metti una scatola vicino alla porta.
6. Uno alla volta, ad alta voce. Ognuno alza il suo e dice cosa pensa che sia. Indovinare è il gioco; aprire tutti insieme no.
7. E la regola che conta: la battuta è sull’oggetto, mai sulla persona.
Perché la regola sette è tutto
Il concorso del regalo peggiore è un formato comico, e i formati comici attirano una cattiva idea molto precisa: usare l’anonimato per dire qualcosa su qualcuno.
Il regalo che commenta l’aspetto di un collega, la relazione di un amico, le abitudini o le convinzioni di un altro. In uno scambio in cui tutto è inteso come scherzo, quell’oggetto non si legge come uno scherzo: si legge come ciò che quella persona voleva davvero dire, incartato.
Enuncia la regola una volta, chiaramente, nell’invito: l’oggetto dev’essere divertente perché è un oggetto terribile, non per chi lo riceve. I gruppi la rispettano quasi senza eccezioni quando viene detta ad alta voce, e quasi mai quando viene data per scontata.
Scegliere il vincitore
Un vincitore ci vuole — affina l’impegno di tutti — e serve un premio a sua volta leggermente brutto.
Tre modi che funzionano:
- Alzata di mano quando è tutto aperto. Il più rapido, il più rumoroso, ottimo per un gruppo numeroso.
- Due categorie. Oggetto peggiore e storia migliore dietro l’oggetto. È nella seconda che sta la serata: nessuno si aspetta che la spiegazione del perché qualcuno possedesse questa cosa sia la parte migliore, e lo è sempre.
- Voto segreto su carta. Più lento, più divertente a tavola, ed evita che tutti votino chi è andato per primo.
Come si incastra con un sorteggio
A rigore, un concorso del regalo peggiore non ha bisogno di alcun sorteggio: ognuno porta qualcosa e gli oggetti vengono distribuiti a caso la sera stessa.
Estrarre comunque i nomi lo migliora, per un motivo: una persona designata in anticipo riceve un regalo mirato. Non mirato con cattiveria: mirato. Il regalo peggiore davvero grande è l’oggetto terribile che risulta, in modo remoto e strano, azzeccato.
È la versione di cui si parla l’anno dopo, ed è quella che richiede un sorteggio due settimane prima.